Accordo tra EU e Cina per il prezzo sul fotovoltaico.

Accordo tra EU e Cina per il prezzo sul fotovoltaicoLa Camera di commercio cinese per l’importazione e l’esportazione di macchinari e prodotti elettronici (CCCME) e la Commissione europea hanno raggiunto il tanto agognato accordo onde risolvere la controversia che riguarda i pannelli solari.

L’accordo, raggiunto il Sabato, per fissare un prezzo minimo per le importazioni dalla Cina permetterà agli esportatori di pannelli solari cinesi, di mantenere la loro considerevole quota di mercato in seno all’Unione europea, piuttosto che incorrere in una tariffa antidumping molto alta.

Sono soddisfatto con l’offerta di un limite sui prezzi presentata dagli esportatori di pannelli solari della Cina“, ha detto il commissario UE al commercio, Karel De Gucht, durante una sua dichiarazione ad accordo avvenuto. “Abbiamo trovato una soluzione amichevole … che porterà a un nuovo equilibrio di mercato a prezzi sostenibili“.

Il prezzo minimo di oltre 0,57 € (0,76 dollari USA) per watt di potenza prodotta è fisso e sarà mantenuto inalterato per i prossimi due anni, anche se questa ultima “regola” non è ancora stata confermata da UE o da Cina.

Nel frattempo, il ministero cinese del Commercio (MOC) ha anch’esso annunciato il Sabato che la Cina accoglie con favore l’inserimento di un prezzo fisso come la soluzione più adeguata per alleviare le frizioni commerciali bilaterali tra UE e Cina.

Chen Huiqing, direttore della CCCME, ha detto che la maggior parte delle imprese cinesi sono contenti con questo “affare” visto che gli esportatori cinesi sono liberi di contendere una quota ragionevole nel mercato dell’UE. “In base ai termini dell’accordo, circa il 60 per cento della quota di mercato nell’UE potrebbe essere garantita per gli esportatori cinesi di pannelli solari”, ha detto Chen.

Ma ulteriori dettagli sulla legalità della disposizione dell’accordo possono essere rilasciati solo dopo la loro adozione da parte della Commissione europea; E’ così anche secondo Chen, che ha aggiunto: “non è ancora noto in che modo sarà integrata questo nuovo “prezzo fisso””.

L’accordo è arrivato dopo settimane d’intensi colloqui dopo che l’istituzione dell’Unione Europea ha introdotto dei dazi antidumping provvisori sulle importazioni dalla Cina nel mese di giugno che riguardavano i pannelli solari.

Ricordiamo che la produzione cinese dei pannelli solari è stata quadruplicata tra il 2009 e il 2011 arrivando addirittura a coprire l’intera domanda mondiale, e la Commissione europea ha accusato la Cina di svendere i suoi pannelli solari in Europa a prezzi inferiori ai costi di produzione.

Il 4 giugno scorso dunque la Commissione Europea ha deciso di imporre dei dazi antidumping provvisori sulle importazioni di pannelli solari, celle e wafer che arrivavano dalla Cina e che dovevano applicarsi in due fasi, a partire dal 6 giugno l’11,8 per cento in più, e il 6 agosto l’esagerato 47,6 per cento in più.

In risposta alla mossa dell’UE di imporre tali dazi, la Cina ha avviato un’inchiesta antidumping nell’esportazione e vendita di vini europei, che poteva colpire pesantemente gli esportatori in Francia, Spagna e ovviamente l’Italia, in una forma di ritorsione.

Questi attriti commerciali tra la Cina e l’UE si sono intensificati bruscamente all’inizio di quest’anno, scatenando timori di una guerra commerciale tra le due maggiori potenze commerciali. Come risultato, la Cina ha segnato una diminuzione del volume degli scambi con l’UE del valore dell’1,9 per cento durante il primo trimestre di quest’anno, una percentuale che ammonta a 124,4 miliardi di dollari.

L’Europa è il principale partner commerciale della Cina. Per l’UE, la Cina è seconda solo agli Stati Uniti. Le esportazioni cinesi di beni verso il vecchio continente sono state pari a 290 miliardi di euro nel 2012, mentre a 144 miliardi di euro ammontano le esportazioni europee che vanno verso la Cina.

Il Consiglio di Stato, una sorta di senato Cinese, ha scatenato una serie di misure il 14 giugno volte a supportare il mercato interno del fotovoltaico (PV) onde aiutare i produttori di pannelli solari domestici in mezzo alle crescenti tensioni commerciali all’estero.

Il premier cinese Li Keqiang ha detto che lo sviluppo del settore fotovoltaico domestico è anche in linea con le iniziative della Cina per migliorare le sue attività industriali. Alcuni hanno espresso il timore che il limite sulle esportazioni di componenti che riguardano il settore fotovoltaico può tradursi in una furiosa competizione tra gli operatori nazionali.

Gli analisti dicono che l’industria solare della Cina si sta preparando per una generosa e dovuta “ripulita” dopo anni di “scontri” commerciali con l’UE e gli Stati Uniti, viste le crescenti pressioni dalla produzione in eccesso.

Ren Haoning, un ricercatore del settore energetico con la CIC Consulting Company, ha detto che il futuro paesaggio industriale sarà testimone di un minor numero di produttori di poli silicio, ma più centrali elettriche fotovoltaiche, per riuscire a risolvere tal eccesso di capacità produttiva.

“La domanda interna cinese è in “ritardo” e molto lontana da poter “digerire” la “generosa” produzione dei pannelli solari della nazione” ci conferma Ren. “Nel prossimo decennio o due, la capacità di produzione complessiva si ridurrà per riuscire a mantenere un relativo equilibrio“.

Accordo tra EU e Cina per il prezzo sul fotovoltaico.
Vota questo articolo