Ci sarà un Sesto Conto Energia?

 

Di recente abbiamo parlato del V Conto Energia attualmente in vigore e dell’ ormai prossimo prosciugamento dei fondi per gli incentivi, sia secondo fonti ufficiali come il GSE (Gestore dei Servizi Energetici), ma anche ufficiose (nondimeno autorevoli) come Ims Research. Sarebbero, infatti, solo 300 milioni i soldi ora nelle casse, dai quali, secondo Arturo Lorenzoni docente d’ingegneria industriale all’Università di Padova, i grandi impianti aderenti al V Conto Energia assorbiranno, già da soli, 140 milioni, tutto questo fa pensare che difficilmente si arriverà al nuovo anno… Più ottimista Marco Pigni, dell’Associazione produttori di energia rinnovabile, secondo il quale il V Conto finirà “tra maggio e agosto 2013”.

E allora la domanda è lecita: il Conto Energia arriverà a VI?

La risposta, secondo indiscrezioni dagli ambienti governativi, è SI, ma nello stesso tempo tutto, dalle voci dei parlamentari, alle interviste che rilasciano i massimi esperti del settore (sia accademici sia imprenditori) e ovviamente i progetti lanciati di recente dalle più grandi aziende, lascia presagire che la politica degli incentivi è ormai finita.

Quali sono però le certezze?

Un primo caposaldo dell’ ormai prossimo VI Conto Energia sarà che i piccoli impianti verranno salvaguardati, anche secondo Marcello Garozzo del Ministero dell’Ambiente, uno dei due punti salienti del VI Conto Energia deve essere “ l’incentivazione solo per i piccoli impianti, con particolare attenzione a quelli integrati nell’edilizia e agli impianti innovativi”.

E per tutto il resto?

Nonostante non possiamo parlare con certezza, pensiamo che tutto si baserà sulle tre proposte presentate dall’associazione Azione Energia Solare (AES), nel corso di un’audizione periodica, dinanzi all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG).

  • Al primo punto troviamo i cosiddetti SEU (Sistemi Efficienti di Utenza), AES suggerisce innanzitutto di definire più precisamente le condizioni concernenti tali sistemi, i quali permettono agli impianti rinnovabili, di potenza inferiore ai 20 MW, di essere connessi direttamente (attraverso un collegamento privato) al cliente finale, nonostante il titolare sia un soggetto diverso.

Su questo punto, ci raggiungono come conferma delle effettive intenzioni riguardo ai SEU, le parole di Valerio Natalizia, Presidente GIFI-ANIE (associazione che raggruppa circa 200 aziende di tutta la filiera fotovoltaica), durante un convegno svoltosi a Roma, nel corso della manifestazione Zeroemission, il quale si è dibattuto sul ruolo del fotovoltaico nella Strategia Energetica Nazionale.

Natalizia afferma che “ la regolamentazione della vendita diretta dell’energia elettrica attraverso contratti tra soggetti privati, a oggi, incidono per il 69% sul costo di sviluppo di un progetto fotovoltaico (se il titolare dell’impianto, vende l’energia al cliente in modo diretto, senza passare attraverso la rete elettrica, permette di evitare i costi legati al dispacciamento e alle spese di sistema), insieme alla semplificazione dei processi autorizzativi e maggiore focus sull’autoconsumo, stimolerà il mercato del fotovoltaico e lo sviluppo delle tecnologie dell’accumulo negli anni a venire”.

  • In seguito si parla del famoso “Scambio sul Posto”, Azione Energia Solare propone di potenziare il meccanismo incentivante che consente di utilizzare l’elettricità prodotta con fotovoltaico, anche in un momento diverso rispetto a quando è stata generata (ad esempio di notte). In questo periodo, questo sistema è limitato a impianti di potenza inferiore ai 200 KW, dalla Legge 24 dicembre 2007, n.244, mentre AES suggerisce di estenderlo a installazioni fino a 500 KW.

E qui la conferma ci arriva dal menzionato Marcello Garozzo, del Ministero dell’ambiente, col suo secondo punto, che parla di ampliamento (addirittura a 10 MW) della possibilità dello scambio sul posto, per le fonti rinnovabili e per il fotovoltaico in particolare.

  • Infine c’è la richiesta dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas di stabilire un nuovo prezzo minimo garantito per gli impianti di grande taglia, sganciando questa tariffa dal prossimo Conto Energia e basandosi sui reali prezzi del mercato.

A tutto questo dobbiamo aggiungere l’ormai certa introduzione degli sgravi fiscali per finanziare le “rinnovabili”, che dovrebbe essere inserita già nella prossima delega fiscale, in cui è previsto il Tax Credit, ossia il credito d’imposta per investimenti in infrastrutture e innovazione (rinnovabili comprese). A tale proposito, ha parlato a margine del convegno “La sfida verde: come finanziarla”, Corrado Clini, Ministro dell’Ambiente: “Questa del Tax Credit è una delle riforme strutturali alle quali stiamo lavorando, per rendere la fiscalità funzionale alla crescita e non solo al pareggio di bilancio” e poi ha pure ammesso “tutte le imprese italiane che stanno operando nel frame work della green economy, stanno ottenendo risultati positivi e sono caratterizzate da molte esportazioni; Sono la parte sana dell’economia italiana e in parte stanno crescendo grazie agli aiuti delle politiche nazionali”. Ricordiamo che le agevolazioni fiscali, per la “riqualificazione energetica degli edifici”, possono arrivare sotto forma di bonus (sugli investimenti iniziali e sui redditi dalla vendita dell’energia) anche al 55%, ma che ci vorrebbero anche sgravi fiscali per assunzioni nelle imprese che operano nel settore e per le attività di ricerca e sviluppo.

Ormai è chiaro, nonostante la volontà del governo di sostenere lo sviluppo del fotovoltaico e delle piccole e grandi imprese che ne fanno parte, la via degli incentivi deve considerarsi ormai chiusa, nonostante per molti tale sviluppo (forse anche forzato dalla crisi generale) nuocerà gravemente nella decisione di entrare nel mercato dell’energia rinnovabile, oppure ampliare impianti già esistenti, le aziende leader del nostro paese riusciranno comunque ad approfittarne, cambiando rotta e segnando il giro di boa verso un mercato dell’energia solare, più sano e pulito.

Come ultima notizia si segnala che in Spagna il governo ha fatto dietrofront sugli incentivi alle rinnovabili, che hanno tagliato in modo retroattivo, per poi addirittura tassare del 6% tutte le fonti energetiche del paese. Di certo i produttori, grandi e piccoli, non la stanno prendendo bene.

Alla fine le nostre notizie non sono poi così male…

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