Energia dal mare

Energia dal mareQuando si parla di energie rinnovabili si pensa immediatamente a fotovoltaico ed eolico, ma esiste un’altra forma di energia rinnovabile di cui si parla meno, che però offre prospettive davvero incoraggianti, in particolare in Europa. Si tratta dell’energia prodotta dal mare e dagli oceani.

Nel Vecchio Continente si trovano il 51% e il 45% degli ‘sviluppatori’ rispettivamente nel campo dell’energia dalle maree e dalle onde. A fare i conti è il JRC, il centro ricerche della Commissione europea, secondo cui l’Europa dovrebbe arrivare ad installare i primi 66 MW entro il 2018, l’equivalente dell’energia elettrica consumata da una città di circa 100mila abitanti (come Ancona o Vicenza). Gli impianti saranno localizzati principalmente fra Gran Bretagna, Normandia, Olanda e Irlanda del nord, Svezia e Portogallo.

In Italia è proprio su questi sistemi che sfruttano l’energia sviluppata dalle onde che diverse università, fra cui il Politecnico di Torino, Università di Firenze, Seconda Università di Napoli e Università della Calabria, stanno concentrando le loro ricerche. «Due aziende italiane – ha raccontato Magagna – stanno portando avanti progetti pilota e collaborano con partner statunitensi e britannici. 40South Energy, basata a Viareggio, sta conducendo test a Castiglioncello, mentre ‘Wave for Energy’, uno spin off del Politecnico di Torino, sta effettuando test a Pantelleria». Il Belpaese, come tutti gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo, deve fare i conti con il basso dislivello delle maree nel bacino e con un potenziale energetico del moto ondoso inferiore a quello degli oceani. Le prospettive più attraenti per produrre energia dal mare nello Stivale possono venire dagli impianti a conversione tramite osmosi, dove si sfrutta la differenza fra acqua dolce e salata, che possono sorgere in prossimità dello sbocco di fiumi e torrenti in mare.

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