Ora anche il fotovoltaico ha la sua moneta; Diamo il benvenuto a SolarCoin!

Ora anche il fotovoltaico ha la sua moneta Diamo il benvenuto a SolarCoinIl Bitcoin potrà ancora dividere l’opinione tra chi pensa che rivoluzionerà il modo delle transazioni e chi rimane profondamente scettico circa la stabilità e la sostenibilità di questa nuova moneta digitale. Ma potrebbe un investimento e un approccio simile essere di aiuto nelle energie rinnovabili? Questa è la domanda che si pone un gruppo di volontari negli Stati Uniti che hanno lanciato una nuova moneta digitale per creare maggiori incentivi per i generatori di energia solare.

Soprannominata SolarCoin, la moneta è un bene simile al bitcoin, ancorato alle unità di energia fotovoltaica. Lanciato lo scorso mese, il SolarCoin funziona in modo simile al bitcoin, la prima moneta virtuale decentrata che ha catturato l’attenzione del pubblico negli ultimi mesi e al tempo stesso accusata di aiutare ad estendere la nota pratica di riciclaggio di denaro. Ma oltre ad essere quotato in borsa, il SolarCoin verrà assegnato anche ai produttori di energia solare in cambio di Certificati Solari di Energia Rinnovabile (SRECs).

Nick Gogerty, il fondatore della moneta digitale e capo della società di consulenza di creazione di valore, la Thoughtful Capital Group, ha spiegato che ogni SolarCoin può essere scambiato per 1MW/hr di energia solare. Secondo la Fondazione SolarCoin ogni unità equivale a un risparmio di emissioni di CO2 di ben 1.500 kg.

Il Bitcoin è una moneta basata sulla matematica. Invece di essere stampata fisicamente, la collezione mondiale di bitcoin viene “estratta” utilizzando una rete globale di computer, che competono tra loro in sfide computazionali per calcolare in modo efficace le monete digitali.

Una piccola percentuale dei SolarCoins verrà estratta in modo simile, mentre il resto verrà pre-prodotto dalla Fondazione SolarCoin. La fondazione, che sta ancora esaminando il proprio statuto, assegnerà in un secondo tempo le monete nei vari produttori di energia in cambio della loro SREC ID (identità).

L’idea è che le monete potranno acquisire valore nel tempo, in quanto sono quotate su vari scambi di valuta digitale.

Gogerty ritiene, appunto, che una moneta potesse essere valutata tra i 20 e i 30 dollari entro i primi cinque anni dell’iniziativa. Spera inoltre che l’assegnazione delle monete a produttori di energia solare creerà nuovi incentivi per loro di investire nel fotovoltaico.

La comunità di volontari della moneta attualmente comprende persone provenienti da Giappone, Stati Uniti, Scozia, Germania e l’Italia. Anche se il SolarCoin è progettato per essere assegnato a soli produttori di energia statunitensi, Gogerty prevede offerte per rendere la moneta attribuibile anche in altri settori. La Germania e il Regno Unito sono in cima alla sua lista di mercati target.

Il SolarCoin potrebbe stimolare un mercato globale per investimenti nelle energie rinnovabili, ha dichiarato Paul Herman, amministratore delegato dell’impresa d’investimenti HIP Investor. Egli ha altresì sostenuto che le Organizzazioni Non Governative e i piccoli investitori potrebbero collaborare onde creare ulteriori incentivi monetari e ricompense per l’energia solare ed eolica.

Il SolarCoin potrebbe essere la prima applicazione pratica per un utilizzo su larga base di valute simile al bitcoin“, ha postulato. “Al di là della SolarCoin, potrebbero emergere anche altre monete focalizzate come: WindCoin, BioMassCoin e GeoThermalCoin“!

Ora anche il fotovoltaico ha la sua moneta; Diamo il benvenuto a SolarCoin!
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