Vale la pena o no pulire i propri panelli fotovoltaici?

Vale la pena o no pulire i propri panelli fotovoltaiciGli ingegneri dell’University of California, San Diego (UCSD) consigliano di non assumere nessuno per lavare i nostri panelli fotovoltaici sporchi e neppure farlo da soli.

Il motivo: pagare per un lavaggio dei pannelli solari costerebbe più dell’energia che avrebbe risparmiato.

I ricercatori dell’UCSD hanno scoperto che i pannelli solari che non erano stati ripuliti e neppure lavati dalla pioggia durante un periodo di 145 giorni, segnato dalla siccità estiva comune in California, hanno segnato un calo in efficienza solo del 7,4 per cento. Considerando tutti i fattori, per un tipico sistema solare residenziale di 5 kW, il lavaggio dei nostri pannelli fotovoltaici a metà estate si tradurrebbe in un mero guadagno di soli 20 dollari attraverso l’aumentata produzione di energia elettrica fino a quando la siccità estiva si conclude in circa 2 mesi e mezzo.

Per i più grandi impianti commerciali su tetti, le perdite finanziarie sono più grandi, ma ancora abbastanza rare da giustificare il costo del lavaggio dei pannelli. In media, tali pannelli hanno perso poco meno dello 0,05 per cento della loro efficienza complessiva per giorno. I risultati sono stati pubblicati il ​​25 luglio nella rivista online di Solar Energy.

Se parliamo d’impianti molto grandi, potete considerare di lavargli” ci dice Jan Kleissl, il ricercatore principale dello studio e professore d’ingegneria meccanica e aerospaziale presso l’UCSD, poiché il suo studio è focalizzato sui sistemi più piccoli. Per installazioni molto grandi e “scalando” i numeri dello studio possa significare che la pulizia dei panelli solari valga la pena.

I ricercatori hanno analizzato i dati della”California Solar Initiative” dove viene segnalata la produzione elettrica dei pannelli solari di 186 siti residenziali e commerciali del San Francisco Bay Area che si trova al confine tra gli Stati Uniti e il Messico per l’anno 2010. Hanno anche confrontato la produzione di energia dopo che 0,1 pollici di pioggia sono caduti sui pannelli, con la produzione durante i 145 giorni della siccità estiva che ha avuto la California quell’anno. I pannelli sono stati lavati dalla pioggia, ma sono rimasti sporchi durante la siccità, ragionano i ricercatori.

I risultati del sondaggio sono applicabili in quasi tutte le zone del mondo, dice Kleissl. I livelli d’inquinamento e di polvere in California sono abbastanza rappresentativi di tutto il resto degli Stati Uniti, e forse superiori, ha spiegato. Se non altro, le altre aree del paese ricevono più pioggia, con conseguente lavaggio naturale dei panelli puliti e dunque perdite ancora più piccole. “Certo, non si considera gli eventi eccezionali, come le tempeste di sabbia in Arizona”, scherza Kleissl.

I ricercatori non hanno trovato nessuna significativa differenza, statisticamente parlando, tra le diverse regioni dello stato per la produzione durante il periodo di siccità, anche quando gli impianti solari situati nel bacino di Los Angeles e alla Central Valley presentavano dei pannelli davvero sporchi.

Un avvertimento: i pannelli solari molto sporchi da escrementi di uccelli per esempio devono essere puliti, perché gli escrementi bloccano sostanzialmente tutta la luce solare e non vengono lavati via con la pioggia.

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